Gounod e Santa Cecilia

Oggi mi chiedevo: anche Gounod ha scritto per Santa Cecilia?

Ero in macchina e da una stazione svizzera presa a caso sento quello che può essere una messa classica. Dallo stile mi sembra Ottocento. Il soprano ha un timbro noto, pastoso e caldo, ma non mi sforzo e chiedo l’aiuto di Shazam: l’oracolo si pronuncia con un preciso Messe solennelle en l’honnore de Sainte Cécile di Charles Gounod (score). 

 Ah, bene, non la conosco. Ascolto con più attenzione.

Solenne, 3 solisti (il soprano è la Hendricks!), coro maestoso ma non pesante, orchestra e organo. Riconosco di essere al Sanctus. Col Benedictus e ancor di più con l’Agnus Dei mi aspetto arie solistiche importanti, ma questo non avviene: solo scambi dei solisti col coro. Richiamo alla memoria da ricordi lontani il periodo in cui Gounod ambiva alla veste sacerdotale e riferisco questa assenza di virtuosismi solistici ad un tentativo di pensare ad una finalità liturgica. Poi noto che il testo ha delle aggiunte che non riconosco.  

Il panorama mi distrae. La mente vaga. Cosa conosco di musica classica per Santa Cecilia? Beh, c’è parecchia roba: l’ ode di Haendel, di Purcell, la messa di Haydn, mi pare Scarlatti, poi Britten… ma questa di Gounod mi è nuova. Sarà un’opera miliare della storia della musica, ma a me manca. E di Gounod cosa conosco, oltre all’Ave Maria? Il Faust e il Romeo e Giulietta, certo.

La memoria poi ha un sussulto: ho tratto per i miei concerti molti brani dalle sue raccolte per canto e piano dalle Œuvres Religieuses (score); passo adesso al Requiem (score)  e poi certo! ricordo di aver parlato in classe dell’Inno pontificio (vedi), scritto proprio da Gounod e omaggiato a Papa Pio IX. Siamo a metà 1800, non ricordo esattamente quando e non ho voglia di aprire Wikipedia.

La memoria non mi tradisce e si arricchisce comunque di dettagli: 7 bande eseguono questa Marche pontificale per la prima volta al cospetto del Papa stesso e dei più alti Prelati del tempo e in quella giornata viene replicata più e più volte. Maestosità, solennità, ma rispetto liturgico, ne permettono la ripresa nel 1950 e l’adozione ufficiale come Inno Pontificio. Oggigiorno viene eseguita nelle occasioni più solenni dello Stato Vaticano, nella versione strumentale o col testo cantato, in italiano o in latino.

Ecco, alla radio è finita la messa. Ora diranno chi sono gli interpreti… Galleria.

(di Roberta Frameglia, 8 giugno 2015)

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