Ad ognuno il suo Santo patrono

F. Francia (1450–1517), Madonna e Santi

“Per essere santi non c’è bisogno che gli altri lo sappiano”.

Oggi, raggirando simpaticamente il significato inteso da Marco Aurelio nel suo aforisma, mi chiedevo: conosciamo i nostri santi protettori?

La festa di Ognissanti, che ci apprestiamo a festeggiare il I novembre, non solo celebra i Santi noti, ma anche i meno conosciuti, tutti gli eletti cioè della Chiesa.

Ma chi è il “Santo patrono”? un Santo a cui la Chiesa affida la protezione di una certa categoria di fedeli. I fedeli, a loro volta, si rivolgono a lui per ottenere intercessione e favori presso Dio, per loro stessi o per altri, per mezzo di preghiere e/o atti votivi.

E allora quali sono i Santi patroni dei musicisti, dei cantanti, di tutti coloro che hanno a che fare con la musica? Santa Cecilia, in coro, lo sento, o San Biagio, protettore della gola, o San Gregorio Magno, protettore dei cantori. Ma perché sono diventati tali? Ho scoperto delle cose molto interessanti.

J. Blanchard (1600 - 1638) Saint Cecilia

J. Blanchard (1600 – 1638), Saint Cecilia

  • SANTA CECILIA (22 novembre), patrona dei musicisti. In realtà per questa martire cristiana del II/III secolo l’attribuzione di patrona della musica è, per dirla modernamente, un fake, o per lo meno dovuta ad un’ interpretazione falsata. La Santa, nobile, ma cristiana pia dedita alla carità, portò alla conversione anche il marito e il cognato, barbaramente uccisi per la loro fede, sorte che capitò anche a lei successivamente. Ma perché la Santa è legata alla musica? Si tratterebbe di un’errata interpretazione tardo medievale dell’antifona di Introito della messa nella festa della Santa (alcuni dicono si tratti di un brano della Passio) in cui, descrivendo il suo matrimonio, si dice: “Mentre gli strumenti suonavano (cantantibus organis), Cecilia in cuor suo rivolgeva il suo canto al Signore”. In realtà i codici più antichi non riportano il verbo cantantibus, o il sinonimo canentibus, bensì Candentibus organis (con gli strumenti di tortura arroventati…). Gli “organi”, quindi, non sarebbero affatto strumenti musicali, ma gli strumenti di tortura, e l’antifona descriverebbe Cecilia che “tra gli strumenti di tortura incandescenti, cantava a Dio nel suo cuore”. L’antifona non si riferirebbe dunque al banchetto di nozze, bensì al momento del martirio. In epoca medievale però, data l’assoluta carenza di santi musicanti, il passo che la rese patrona della musica fu brevissimo.
  • Parmigianino (1503-1540), Santa Cecilia e David

    SAN DAVID (29 dicembre), patrono dei musicisti e dei cantanti. Il re Davide, “peccatore e santo”, come lo definisce Papa Francesco in un’omelia del 2014, domina la storia di Israele nel X sec. a.C. Abbattè il gigante Golia, ridiede fiducia alle tribù d’Israele e le raccolse in un unico popolo forte e rispettato, ma soprattutto dalla sua discendenza sarebbe nato Gesù. Valoroso guerriero, musicista e poeta, accreditato dalla tradizione quale autore di molti salmi.

  • Antonello da Messina (1429-479), Gregorio I

    Antonello da Messina (1429-479), Gregorio I

    SAN GREGORIO MAGNO (3 settembre), patrono dei musicisti e dei cantori. Nato nel 540, divenne molto giovane prefetto di Roma, anche se la vocazione monastica lo portò presto ad entrare in monastero. Nel 590 fu eletto Papa (Papa Gregorio I) e fin da subito esercitò un’intensa attività di sollecitazione alla carità e all’ azione missionaria, soprattutto attraverso i suoi scritti. Gregorio riorganizzò a fondo la liturgia romana, ordinando le fonti anteriori e componendo nuovi testi. Promosse quella modalità di canto tipicamente liturgico che da lui prese il nome di “gregoriano“: leggende narrano che fosse lui stesso a dettare i suoi canti, ma in realtà i manoscritti più antichi contenenti i canti del repertorio gregoriano risalgono al IX secolo e pertanto non si sa se lui stesso ne abbia composto qualcuno.

  • Piero della Francesca (14016-1492), Battesimo di Gesù

    Piero della Francesca (14016-1492), Battesimo di Gesù

    SAN GIOVANNI BATTISTA (24 giugno), patrono dei cantori. L’inno scritto in onore di San Giovanni Battista composto da sei emistichi  “UT queant laxis, REsonare fibris, MIra gestorum, FAmuli tuorum, SOLve polluti, LAbii reatum, Sancte Iohannes”, ovvero «Affinché possano con libere voci cantare le meraviglie delle azioni tue i (tuoi) servi, cancella del contaminato labbro il peccato, o San Giovanni», ispirò nell’ XI secolo il monaco benedettino e teorico musicale Guido d’Arezzo nella definizione di un memorandum per la memorizzazione delle melodie scritte sul rigo musicale, dando di fatto origine alla codificazione dei nomi delle note. Per tale ragione San Giovanni Battista è divenuto il patrono di cantori e musicisti. Noto ai più per due aspetti della sua vita,  il battesimo di Gesù nelle acque del Giordano e la sua decapitazione, per mano di Erode Antipa che voleva compiacere la figliastra Salomè, fu una delle personalità più importanti dei Vangeli, come asceta e predicatore.

  • Immagine votiva di San Domenico Savio

    Immagine votiva di San Domenico Savio

    SAN DOMENICO SAVIO (6 maggio), patrono dei Pueri Cantores. Allievo di San Giovanni Bosco, nato nel torinese nel 1842, si distinse per la fervente propensione alla preghiera, alla contemplazione e all’assiduità ai sacramenti. Preciso e puntuale cantore del coro dei fanciulli diretto da Don Bosco, si ammalò di colera, che lo portò alla morte a soli quindici anni.

Michelangelo Buonarroti (1475-1564), San Biagio ne "Il Giudizio Universale"

Michelangelo (1475-1564), San Biagio ne “Il Giudizio Universale”

  • SAN BIAGIO (3 febbraio), patrono dei suonatori degli strumenti a fiato, dei laringoiatri e più genericamente della gola. Tante sono le tradizioni legate a questo Santo, medico e vescovo della sua città in Armenia tra il III e il IV secolo. Martirizzato a causa della sua fede, gli vennero attribuiti numerosi miracoli, fra i quali il salvataggio di un bambino che stava soffocando dopo aver ingerito una lisca di pesce. Da qui la tradizione di compiere una benedizione della gola con le candele benedette (incrociate) il giorno precedente, festa della Presentazione di Gesù al tempio. Molte poi le tradizioni legate alla cucina, come la Polpetta di S.Biagio campana o i tarallucci abruzzesi, fino al milanese detto “San Bias el benediss la gola e el nas”, quando, come tradizione molto sentita, si mangia in famiglia ciò che è rimasto del panettone raffermo natalizio, appositamente conservato, come gesto propiziatorio contro i mali della gola e raffreddori. In questo giorno i negozianti poi, per smaltire l’invenduto, vendono a poco prezzo i cosiddetti panettoni di San Biagio, gli ultimi rimasti dal periodo natalizio.

Invito poi ad approfondire le personalità di SANTA BARBARA (4 dicembre), protettrice dei campanari, ma anche San GENESIO (25 luglio) e SAN VITO (15 giugno), protettori degli attori e legati in qualche modo anche ai musicisti, e SAN LUCA EVANGELISTA (18 ottobre) e SANTA CATERINA DA BOLOGNA (9 marzo), protettori degli artisti.

Santa Roberta da Pavia. Fotomontaggio

Santa Roberta da Pavia. Fotomontaggio

Concludo con un sorriso: un divertente fotomontaggio, regalo di un amico cantante, prova che i musicisti, col loro folklore e la loro colorata follia, mi sa che hanno davvero bisogno di tante mani sulla testa…

(di Roberta Frameglia, 27 ottobre 2015)

Illustri musicisti, storie di emigrati

Oggi mi chiedevo: a proposito di immigrazione, chi sono i musicisti emigrati divenuti illustri?

Il problema iniziale è definire l’emigrato, perché ovviamente, secondo molti, ci sono emigrati (e immigrati) ed emigrati (e immigrati). Chi emigra lascia il suo paese, i suoi cari, magari di fretta, con poche cose, solo con infinite speranze. E ambizioni, quelle tante e tutte meravigliose, concrete e costruttive. Perché l’emigrato è emigrato e basta. E’ qualcuno che fugge, o semplicemente lascia qualcosa, stanco e disperato, nella speranza (e volontà) di trovare altro di migliore.

E’ l’uomo ad essere diverso, come me e il mio vicino di pianerottolo, diversi. Ci salutiamo, neanche sempre, e nessuno dei due sa, una volta chiusa la porta, cosa succeda nell’appartamento dell’altro. E’ l’uomo che sceglie di vivere nel nuovo paese costruendosi una propria identità. E’ l’uomo che arricchisce il nuovo paese portando la propria cultura e le proprie tradizioni, contribuendo alla crescita culturale e sociale della nazione. E’ l’uomo che decide cosa fare della propria vita, nel bene e nel male. Non l’immigrato, la categoria, il ghetto, ma l’uomo.

E nel mondo ci sono tanti emigrati divenuti illustri proprio secondo questo principio, e tanti musicisti anche, con le loro storie, disperate o meno, corresponsabili della cultura del paese che li ha accolti e naturalizzati. Lasciamo stare quelli emigrati per studio, per trasferimenti lavorativi, per amore (che se pur diversamente, della sofferenza l’hanno provata anche loro). Vediamo chi è stato costretto ad emigrare, per questioni politiche, persecuzioni razziali, per la povertà.

  • PIANISTI

Fryderyk Chopin (Żelazowa Wola, 1marzo 1810 – Parigi, 17 ottobre 1849), è stato un compositore e pianista polacco naturalizzato francese. Fu uno dei grandi maestri della musica romantica, talvolta definito «poeta del pianoforte». Bambino prodigio, Chopin crebbe a Varsavia, fino alla repressione russa del 1830, quando si trasferì in Francia nel contesto della cosiddetta Grande Emigrazione polacca.

Sergej Rachmaninov (Velikij Novgorod, 1º aprile 1873 – Beverly Hills, 28 marzo 1943) è stato un compositore, pianista e direttore d’orchestra russo naturalizzato statunitense. Considerato uno dei più grandi compositori e pianisti russi di sempre, dopo la rivoluzione dell’ottobre 1917 decise di raggiungere gli Stati Uniti, dove faceva sempre ritorno dai suoi concerti in tutto il mondo.

Arthur Rubinstein (Łódź, 28 gennaio 1887 – Ginevra, 20 dicembre 1982) fu un pianista statunitense di origine polacca, considerato tra i massimi concertisti del Novecento, e celebre soprattutto per le sue virtuosistiche esecuzioni di Chopin, del quale era considerato il massimo interprete. Studiò a Varsavia, proseguendo i suoi studi a Berlino. Rubinstein trascorse il periodo della seconda guerra mondiale negli Stati Uniti, paese del quale ottenne la cittadinanza nel 1946.

Nikita Magaloff (San Pietroburgo, 8 febbraio 1912 – Vevey, 26 dicembre 1992) è stato un pianista russo naturalizzato svizzero. Di origine principesca, dopo la rivoluzione d’ottobre del 1917 nel 1919 la sua famiglia fuggì dal paese natale e si stabilì a Parigi. Musicista dallo stile nobile e riservato, brillante e allo stesso tempo morbido, fu tra i più alti interpreti di Schumann e Chopin, di cui ha eseguito l’intera opera per pianoforte. È stato anche membro di giuria in importanti concorsi internazionali.

  • DIRETTORI D’ORCHESTRA

Georg Solti (Sir) (Budapest, 21 ottobre 1912 – Antibes, 5 settembre 1997). E’ stato un direttore d’orchestra ungherese naturalizzato inglese. Nel documentario biografico di Peter Maniura (The Making of a Maestro del 1997), a lui dedicato, Solti stesso racconta che suo padre mutò il cognome Stern in Solti nel tentativo di proteggere la propria famiglia, ebrea, dall’antisemitismo. Lo stesso si legge nella sua autobiografia. Solti è stato interprete estroverso e coinvolgente, attento al dettaglio sonoro come pochi. La sua discografia è immensa e sempre di preziosa qualità.

  • COMPOSITORI

Kurt Weill (Dessau, 2 marzo 1900 – New York, 3 aprile 1950). Musicista tedesco naturalizzato statunitense. Nato e cresciuto in Germania, dove iniziò la sua attività artistica e conquistò presto la celebrità, si fece conoscere anche in tutta Europa. Tuttavia nel 1933, malgrado la sua fama e il successo, fu costretto a fuggire dalla Germania per le persecuzioni naziste. Gli anni dell’esilio, prima in Francia poi nel Regno Unito, furono molto difficili. Nel 1935 si rifugia negli Stati Uniti dove rimarrà fino alla sua morte, non dopo aver ottenuto infiniti successi, grazie anche alla collaborazione con Bertold Brecht.

Giörgy Ligeti (Dicsöszentmárton, Transilvania, 28 maggio 1923 – Vienna, 12 giugno 2006). Compositore ungherese naturalizzato austriaco. Di famiglia ebrea, iniziò la sua educazione musicale a Cluj, bruscamente interrotta nel 1943, quando fu costretto dai nazisti ai lavori forzati. I suoi genitori, il fratello e altri parenti furono deportati nei campi di concentramento di Auschwitz, Mauthausen e Bergen-Belsen, dai quali uscì viva solo sua madre. Nel dicembre 1956, due mesi prima che l’ armata sovietica reprimesse i moti d’ Ungheria, Ligeti, portando con sé solo alcuni spartiti e una borsa, si rifugiò a Vienna, dove chiese la cittadinanza austriaca.

  • STRUMENTISTI

Mstislav Leopoldovich Rostropovich (Baku, 27 marzo 1927 – Mosca, 27 aprile 2007), è stato un violoncellista e direttore d’orchestra russo naturalizzato statunitense. Nacque in Azerbaijan (allora parte dell’Unione Sovietica) ma si trasferì negli Stati Uniti, in dissenso con il regime sovietico. Venne considerato il più grande violoncellista del suo tempo. Rostropovič fu promotore dell’arte senza frontiere, della libertà di espressione e dei valori democratici. Queste sue idee erano però in contrasto con il regime Sovietico. Egli fu bandito da tutti i suoi incarichi pubblici e nel 1978 gli fu revocata la cittadinanza dell’Unione Sovietica. Nel 1990, dopo la caduta dell’Unione Sovietica, gli fu restituita la cittadinanza russa, ma egli mantenne comunque quella statunitense.

Infinite altre sono le storie di musicisti in esilio o in fuga nella storia della musica, non soltanto classica. Un esempio lo rappresenta Chico Buarque de Hollanda (Rio de Janeiro, 19 giugno 1944), cantante, compositore e scrittore brasiliano, uno dei più noti autori ed interpreti della bossanova, rifugiato in Europa, come tanti suoi connazionali, durante gli anni della dittatura militare. E ancor più interessante è la storia di Gilberto Gil (Salvador, 26 giugno 1942), uno dei più importanti e noti musicisti brasiliani, attivista politico contro le misure restrittive del governo militare brasiliano, è costretto all’esilio a Londra, con l’amico e collega Caetano Veloso. Rientrato in patria e ripresa la sua attività di musicista e di militante politico, è nominato Ambasciatore della Fao ed è nominato Ministro della Cultura che lo impegnerà diversi anni.

“Quando si avvicina uno straniero e noi lo confondiamo con un nostro fratello, poniamo fine a ogni conflitto. Ecco, questo è il momento in cui finisce la notte e comincia il giorno.” (Paulo Coelho)

(di Roberta Frameglia, 18 maggio 2015)

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