Perché in autunno le foglie cambiano colore?

autunno2

L’autunno, devo dire, proprio grazie ai suoi colori è la stagione che preferisco. Tanti ci vedono malinconia, depressione, dopo l’estate così spensierata, io invece riesco a sopportare anche la prima nebbiolina, se tutto attorno è arancione/rosso.

Molti autori hanno dedicato canzoni all’autunno, e nonostante quasi sempre manifestino proprio quella vena malinconica di cui parlavo, io riesco sempre a vederne i colori giusti.

Per curiosità ascoltatene qualcuna:

Canzoni italiane:

  • Autunno – Francesco Guccini
  • Ballata d’autunno – Mina
  • E poi verrà l’autunno – Mina
  • Le foglie morte – Patty Pravo
  • Autunno dolciastro – Carmen Consoli
  • Malinconico autunno – Roberto Murolo
  • Pioggia di novembre – Vinicio Capossela
  • Autunno – Stadio
  • Autunno già – Alice
  • Autunno a Milano – Piero Ciampi
  • Settembre – Cristina Donà ft. G. Sangiorgi
  • Novembre – Giusy Ferreri
  • Impressioni di settembre – P.F.M.

Canzoni internazionali:

  • November rain – Guns N’ Roses
  • Autumn – Paolo Nutini
  • Autumn in New York – Billie Holiday
  • Autumn leaves – Nat King Cole
  • ‘Tis autumn – Nat King Cole
  • Autumn sun – Emiliana Torrini
  • October – U2
  • Early autumn – Ella Fitzgerald
  • Harvest moon – Neil Young
  • Autumn song – Van Morrison
  • September morn – Neil Diamond
  • Autumnsong – Manic Street Preachers
  • Wake Me Up When September Ends – Green Day
  • Autumn Leaves – Ed Sheeran
  • Autumn Shade II – The Vines

Ma alla fine perché le foglie cambiano colore?

Lo so, dipende dalla clorofilla, si studia alle elementari. Ma esattamente cosa succede? Non me lo ricordo più e chiedo aiuto a Focus.

«Le foglie verdi, in autunno, diventano gialle, arancioni, rosse, marroni. A cosa si deve questo spettacolo di colori della natura? Secondo David Lee che ha studiato dal 1973 il colore delle foglie presso l’Università Internazionale della Florida «Il colore di una foglia è sottrattivo, come i colori dei pastelli sulla carta».

Autumn maple leaves.

GIALLO-ARANCIO. Nelle cellule delle foglie, infatti, si trovano i carotenoidi (pigmenti chimici responsabili del colore arancione delle carote o del giallo del mais) che però restano invisibili sotto il verde della clorofilla (il pigmento chimico che cattura l’energia del sole). Ma in autunno, quando le foglie si stanno avvicinando alla fine del loro ciclo di vita, la clorofilla diminuisce e il giallo-arancione del carotene e degli altri pigmenti (che normalmente sono nascosti dal verde della clorofilla) prende il sopravvento e si rivela.
autunno-5ROSSO-VIOLA. Le piante producono anche altri pigmenti, gli antociani (dal greco anthos=fiore e kyàneos=blu), che hanno una tinta rossastra-blu e la funzione di “crema solare” contro alcuni raggi ultravioletti (sono anche responsabili del colore blu di molti frutti come i mirtilli). Quando la clorofilla e gli antociani coesistono, il colore delle foglie può virare verso il bronzo, come nei frassini. A concentrazioni sufficientemente elevate, gli antociani fanno invece sembrare una foglia quasi viola, come negli aceri giapponesi.

Yellow and gray autumnal fallen leavesGRIGIO. Infine, i colori autunnali più grigi si formano quando le foglie sono completamente morte perché avviene la degradazione dei cloroplasti (corpuscoli cellulari che contengono la clorofilla). E quando le foglie sono secche, i pigmenti si legano insieme e formano quello che David Lee definisce una “poltiglia marrone”.

Concludo l’omaggio all’autunno con qualche frase celebre fra le mie preferite:

  • Di tutte le stagioni, l’autunno è quella che offre di più all’uomo e chiede di meno. (Hal Borland)
  • Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie (“Soldati” di Giuseppe Ungaretti).
  • Il fogliame ha perso la sua freschezza attraverso il mese di agosto, e qua e là una foglia gialla si mostra come i primi capelli bianchi tra le fessure di una bellezza che ha visto una stagione di troppo. (Oliver Wendell Holmes)
  • Il sole ci aveva sfiancati, resi febbrosi; ora la nebbia ci placa, ci fa rientrare in noi. Le finestre aperte sono come finestre chiuse, non offrono visioni ma solo tende di grigio. È tempo di chiuderle e riscoprire la casa… Autunno di silenzio ritrovato, di concentrazione densa, di solitudine calda, di meditazione, di preghiera, di te. (Adriana Zarri)
  • In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo,– e tuttavia, mi sembra la stagione più bella: volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo, che ci debba essere qualcuno che allora mi ami come io ho amato l’autunno. (Søren Kierkegaard)
  • In autunno, il rumore di una foglia che cade è assordante perché con lei precipita un anno. (Tonino Guerra)
  • In autunno, la vigna vergine arrossisce di fronte agli alberi che si denudano. (Sylvain Tesson)
  • L’autunno è la primavera dell’inverno. (Henri de Toulouse-Lautrec)
  • L’autunno è la stagione più dolce, e quello che perdiamo in fiori lo guadagniamo in frutti. (Samuel Butler)
  • L’autunno è miglioramento eterno. È maturazione ed è colore, è la stagione della maturità, ma è anche larghezza, profondità, distanza. (Hal Borland)
  • L’autunno è sempre stata la mia stagione preferita. Il tempo in cui tutto esplode con la sua ultima bellezza, come se la natura si fosse risparmiata tutto l’anno per il gran finale. Non ho mai pensato di avere paura dell’autunno. (Lauren DeStefano)
  • Non posso sopportare di perdere qualcosa di così prezioso come il sole autunnale restando in casa. Così ho trascorso quasi tutte le ore di luce nel cielo aperto. (Nathaniel Hawthorne)
  • L’autunno è un andante grazioso e malinconico che prepara mirabilmente il solenne adagio dell’inverno. (George Sand)
  • L’autunno è una dimora d’oro e di pioggia. (Jacques Chessex)
  • Nessuna bellezza di primavera, nessuna bellezza estiva ha la grazia che ho visto in un volto autunnale. (John Donne)
  • L’autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore. (Albert Camus)
  • Quando, in autunno, raccoglierete l’uva dalle vigne per il torchio, dite in cuor vostro: “Anch’io sono una vigna, e i miei frutti saranno raccolti per il torchio, e come vino nuovo sarò tenuto in botti eterne”. (Kahlil Gibran)
  • Quello che c’è talvolta di bello nell’autunno è che, quando il mattino ci si sveglia dopo una settimana di pioggia, di vento e di nebbia, tutto lo spazio, brutalmente, sembra ubriacarsi di sole. (Victor-Lévy Beaulieu)

Ora ditemi se l’autunno vi sembra ancora triste…

(di Roberta Frameglia, 17 ottobre 2016)

11706562315_1f829ebb64_k

trees-in-the-fall

article-2435183-1840fec000000578-114_964x643

usmi6701

a09f834743f871d65b5c5b3dae213af4

 

Oggi l’estate di San Martino, domani l’Inverno di Vivaldi

20. san martinoOggi mi chiedevo: Morten Lauridsen è danese o scandinavo?

Cominciamo dall’ inizio, sperando di non perderci, perché le associazioni mentali sono da sempre la mia rovina (anche il senso d’orientamento, dice mio marito, ma questo è un altro discorso).

L’altra mattina, parlando del tempo coi miei ragazzi in classe, uno trionfante dice: “Oggi l’estate di San Martino, domani l’Inverno di Vivaldi”. Con grande stupore chiedo da chi l’avesse sentito. “L’ha detto mio nonno!”. Meravigliosi i nonni che, saggi, possono insinuare semi di cultura.

Una volta tornata a casa, mi metto a pensare e cerco.

L’Estate di San Martino, “…tre giorni e un pocolino” come dice il proverbio, sono alcuni giorni di tepore e bel tempo che si verificano, da tempi antichissimi, intorno all’11 novembre, proprio il giorno in cui si festeggia San Martino (di Tours). Molti riferimenti vengono attribuiti  a questa data e a questo santo: “fare san martino”, ad esempio, nei paesi della Pianura Padana, prettamente agricoli, significa fare trasloco, riprendendo l’uso di rinnovare i contratti dei contadini che terminavano la semina e, nel caso non fossero riconfermati, avrebbero dovuto cambiare datore di lavoro e quindi casa.

“Per San Martino ogni mosto è vino”: un’altra tradizione vuole che, sempre in questi giorni, si aprano le botti e si assaggi il vino novello, vista la conclusione del processo di vinificazione, e ancora oggi, in molti paesi, si organizza la “Sagra di San Martino”, dove, assieme al vino, si mangiano le prime castagne. Giosuè Carducci, nel sua “San Martino”, celebra proprio le caratteristiche di questa festa (“… Ma per le vie del borgo/ Dal ribollir de’ tini / Va l’aspro odor de i vini/ L’anime a rallegrar…”).

Da qui, per associazioni mentali, sono arrivata al Martin pescatore, l’uccellino colorato che pesca tuffandosi velocissimo 20.martin pescatorenell’ acqua. Poi al detto “per un punto Martin perse la cappa”, visto che per un errore nello scrivere una frase (invece di “Porta, patens esto. Nulli claudaris honesto = Porta, resta aperta. Non essere chiusa a nessun onesto”, che avrebbe dovuto essere scritta a mano sopra la porta del convento dell’Abate Martino di un paese toscano, fu scritto “Porta patens esto nulli. Claudatur honesto= La porta non resti aperta per nessuno. Sia chiusa all’ onesto”), l’abate perse la sua nomina definita con la “cappa”, il mantello tipico.

La fantasia mi ha portato poi ai Martinitt, che fin dai miei primi mesi a Milano (e siamo nel 1995), mi affascinano sempre molto. I Martinitt, o piccoli Martini, erano bambini orfani, poveri e abbandonati di Milano che, a partire dal 1532 iniziarono ad essere accolti e accuditi in una struttura che offriva loro ricovero, assistenza, istruzione ed educazione. Il nome deriva dalla parrocchia di San Martino che offrì la prima sede ai ragazzi raccolti per le strade da Gerolamo Emiliani, poi canonizzato  nel 1767 e proclamato nel 1928 da Pio XI  “Patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata”. Nel 1861 viene fondata la Banda Musicale dei Martinitt, per educare i giovani ospiti allo studio di uno strumento e da quel momento, ogni anno il I gennaio la tradizione milanese vuole che le bande musicali cittadine, fra cui anche la Banda dei Martinitt, si ritrovino nel cortile d’Onore di Palazzo Marino assieme a centinaia di milanesi che accorrono (qui un video amatoriale girato da me il I gennaio 2015).

Da qui sono arrivata ai nomi: Martin Lutero  (1483 – 1546), il teologo tedesco artefice della Riforma Protestante; Martin Luther King  (1929 –  1968), il pastore protestante, politico e attivista statunitense, difensore dei diritti civili; Martti Talvela (1935 – 1989), per pochi intenditori, il magnifico basso finlandese; Martin Scorsese (1942) il regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense, fino ad arrivare finalmente al buon Morten Lauridsen, 20.lauridsenuno fra i compositori per coro più interessanti del panorama contemporaneo… danese, ma naturalizzato statunitense!

Missione compiuta.

(di Roberta Frameglia, 7 novembre 2015)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: